Google RankBrain e nuovo approccio SEO

Nuovo annuncio da Google che fa tremare tutte le aziende che forniscono servizi SEO, quindi di Search Engine Optimization, l’arte di risultare in prima pagina anzi nelle prime posizioni quando si effettuano delle ricerche su Google e/o su altri motori di ricerca.

Con questo nuovo annuncio Google rivela che dietro alle ricerche effettuate sul suo motore di ricerca, per alcuni ambiti, già da alcuni mesi risponde RankBrain un algoritmo basato su un intelligenza artificiale che analizza le pagine del nostro sito il loro contenuto e lo valuta apprendendo dai vari siti.

Ovviamente questa è una vera rivoluzione nel campo perchè non c’è più un algoritmo che da i punteggi alle varie sezioni ma un algoritmo che impara dal contesto di ricerca, dai vari siti in input e riesce a generare SERP (quindi risultati di ricerca) sempre adatti alle necessità dell’utente.

Infatti il vero punto cruciale che Google deve risolvere nell’approccio SEO è quello di fornire all’utente quello che effettivamente stava cercando durante la ricerca per non perdere quota di mercato e soldi in investimento in pubblicità.

Fatta una premessa più generale su RankBrain e le novità che porta nel mondo SEO, vediamo quali sono gli approcci più consigliati che alla fine erano gli stessi consigliati dalla stessa Google precedentemente.

Contenuti freschi

Come ci viene detto da diverso tempo, generare contenuti, Content is the King ed altri modi di dire. Comunque rimane una realtà da affrontare, da mettere a budget e da mettere come punto focale nel processo di marketing.

Scrivere articoli serve per tante cose, spiegare l’azienda ed il proprio approccio, fornire agli utenti una spiegazione del servizio e/o del prodotto che viene fornito, spiegare casi d’uso e altre tematiche correlate al nostro focus. Questo può essere fatto con diversi stili a seconda della scelta di marketing approntata dall’azienda ma l’importante è affrontarlo con copywriter competenti che riescano a seguire l’azienda.

Struttura del sito

Ponete l’attenzione alla struttura del sito, deve essere chiara e semplice deve essere pensata per l’utente perchè alla fine cerchiamo la sua conversione (immediata o in momento successivo) il motore di ricerca è solo un tramite per arrivare all’utente per concludere la vendita, Google sa benissimo questo e si pone come un utente e cerca di pensare come loro per dare un punteggio veritiero.

User Experience

Collegata anche alla struttura del sito però qui si includono con un raggio più ampio diversi settori UX, velocità di navigazione, qualità del codice ed usabilità. La leggenda narra che Google tramite gli Analitycs riesca a prendere il bounce rate dai siti web per integrarlo come dato di rating… Magari dentro RankBrain il bounce rate viene paragonato per siti nello stesso settore così da avere dei riferimenti di bad e good practise.
In più la velocità sempre più fondamentale, ormai ricerche di Amazone e Alibaba dim0strano come la velocità di caricamento delle pagine sia un elemento che migliora le performance di vendita quindi da tenere sicuramente in considerazione.

 

Le conclusioni sono abbastanza semplice e anche con l’introduzione di RankBrain non si sconvolge niente, massima attenzione al sito e pensarlo nei confronti dell’utente. Conquistare loro è il vero modo per conquistare Google.

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